13 novembre 2009

Primarie del 25 Ottobre a Segrate

di Maria Vittoria Solimena

Domenica 25 Ottobre, 1557 cittadini segratesi hanno affollato i sei seggi allestiti nei quartieri della nostra città, per eleggere il Segretario Nazionale quello regionale del PD.

Una partecipazione sopra le aspettative, che conferma l’affezione dei cittadini e l’importanza dell’utilizzo delle Primarie, come strumento democratico nella costruzione della rappresentanza politica.

Segrate, in linea con il dato provinciale e con quello della Zona Est Milano, ha decretato la vittoria di Pierluigi Bersani con 801 preferenze ed in regione, del giovane candidato a lui collegato Maurizio Martina, con 788 voti. Il dato della scorsa domenica conferma la sintonia tra gli iscritti e la più ampia platea degli elettori sia in termini di partecipazione, sia in termini di risultati. Infatti, la mozione Bersani, fortissima tra gli iscritti, è stata riconfermata fra gli elettori a maggioranza assoluta.

Riportiamo qui, di seguito, i risultati ottenuti, a Segrate, dai candidati nazionali e regionali, divisi per seggio, unitamente .

Primarie nazionali per seggio
Seggi Bersani Franceschini Marino
Segrate Centro 219 114 77
Milano 2 147 99 52
Redecesio/Lavanderie 142 94 49
Rovagnasco/Villaggio 168 112 72
San Felice 83 21 36
Novegro 42 13 5


Totale 801 453 291
% 51.84 29.32 18.83

10 ottobre 2009

Una brutta storia di mare

In memoria dei 73 giovani eritrei scomparsi nel Mediterraneo.

di Rodolfo Di Nardo

Stiamo parlando troppo delle nostre radici cristiane e non ci ricordiamo più di cosa significhi essere cristiani. Gesù Cristo ai pescatori, suoi primi discepoli, disse solo:


"Andate in pace e possa la pace di Dio accompagnarvi"

Anche i nostri giovani 73 eritrei andavano in pace. Fuggivano da una terra inospitale e da un regime dittatoriale. I migliori figli di Eritrea lasciavano il mare più bello del mondo per cercare rifugio ed ospitalità nei nostri porti. Forse parlavano un pò d'italiano ricordando le storie dei loro nonni, di quando, come Ascari, combattevano a fianco e per gli "italiani brava gente".

Nel momento di bisogno nessuno li ha aiutati. Anche le leggi del mare, che impongono di prestare aiuti ai naufraghi, sono state stravolte ed ignorate. Per oltre 20 giorni sono rimasti soli in mezzo al mediterraneo, un mare che nei secoli ha sempre unito popoli diversi.


The Lord is my pilot

Scriveva Baudelaire nei "Fleurs du Mal", che l'uomo libero ama sempre il mare perchè il mare è il suo specchio e così contempla la sua anima nello svolgersi infinito dell'onda.

Vorrei che tutte le persone che si sentono liberi, che amano il mare ed ancora hanno il coraggio di contemplare la propria anima, si uniscano a me per dedicare ai 73 eritrei dispersi il Salmo 23, nella sua versione marinara.


In memoria dei 73 eritrei dispersi in mare.

The Lord is my Pilot,
I shall not drift.
He guides me across the dark waters.
He steers me in deep channels.
He keeps my log. He pilots me by the star of holiness
for His name's sake.

Yea, though I sail 'mid the fenders and tempests of life
I shall dread no danger for He is near me.
His love and care
shelter me.

He prepares a harbor before me
in the homeland of eternity.
He anoints the waves with oil,
my ship rides calmly.

Surely sunlight and starlight
shall favor me on my voyages
and I will rest in the Port of our Lord
forever.

Il Signore è il mio Pilota,
non andrò alla deriva.
Attraverso acque oscure mi conduce
In canali profondi mi segue.
Regge il mio solcometro.

Mi guida verso la stella della santità,
per amore del Suo nome.

Sì, nonostante io navighi tra le bufere e le tempeste della vita,
non temo alcun male, perché Lui è accanto a me.
Il Suo amore e le Sue cure
mi danno riparo.

Davanti a me Egli prepara un porto,
nella terra dell’eternità.
Cosparge le onde con olio,
la mia nave procede con calma.

Di certo la luce del sole e delle stelle
mi sosterrà nei miei viaggi
e riposerò nel Porto di nostro Signore
per sempre.

9 ottobre 2009

A dda passa’ à nuttata

di Bruno Rindone

Prodi era ancora Presidente del Consiglio,Penati Presidente della Provincia di Milano, e a Segrate si azzuffavano su chi dovesse edificare per primo sulle aree edificabili (e anche su quelle non edificabili perche’ sottoposte a vincolo aeroportuale o perche’ agricole). Il Sindaco, un ragazzaccio, secondo le regole non scritte di certa politica di centro-destra (arraffa tutto cio’ che puoi, ma con il consenso dei capi) li butto’ fuori tutti quanti e cerco’ nuove soluzioni. Tra gli altri, si rivolse al Partito Democratico segratese, con cui stilo’ un accordo che comprendeva cose buone, come ad esempio una attenta valutazione delle iniziative sul territorio, e gli strumenti per attuarle. Questi strumenti erano due assessori da scegliere tra alcuni nomi proposti dal Partito Democratico, la Presidenza della Commissione Territorio, l’indicazione di validi professionisti che affiancassero il lavoro nel campo dei servizi sociali e nel campo del la gestione del territorio, la scelta di costruire il Piano di Governo del Territorio, che sostituisse un Piano Regolatore ormai bucato come un colabrodo.

E cosi’ si parti’. Chi scrive fu scelto dal Sindaco come Assessore all’Ecologia e all’Ambiente, senza programma, senza direttive, e sbarco’ in una giunta di centro-destra quasi completamente esautorata dall’attivismo e dalla personalita’ del Sindaco.

Si pote’ fare poco: l’aumento della raccolta differenziata, l’allontanamento dello spettro di un termovalorizzatore a Segrate (c’era gia’ l’accordo), la diffusione del fotovoltaico e del solare termico, il blocco dello stupido tentativo di urbanizzare il Golfo Agricolo con 40 costruzioni e una parodia di campo da golf, l’opposizione alla soluzione adottata per lo sbocco della BREBEMI, con l’opinione che la grande viabilita’ deve essere in tunnel e non a raso (grande invenzione per Segrate, anche se ovvia in tutta Europa), la segnalazione che la vicenda del Centro Commerciale, se trattata da persona serie e capaci, poteva portare un beneficio, oltre ache alla viabilita’ locale, anche ai livelli di occupazione e alla vita dell’Aeroporto di Linate, e poco piu’. All’Assessore fu sempre impedito di mettere becco sul rumore aeroportuale.

L’Assessore all’Ambiente fini’ quindi per diventare l’ostaggio che la maggioranza di centro-destra avrebbe voluto usare per avere in Consiglio Comunale i quattro voti PD. Fu un ostaggio scomodissimo, perche’ scappava di continuo dalla sua prigione, nei blog, nelle interviste, nella vita quotidiana. Lo chiamarono “Cavallo Pazzo”.

Cade Prodi, non viene rieletto Penati, i termini dell’accordo con il Sindaco, gia’ in gran parte elusi, furono stracciati, ed emerse nel centro-destra un’altra verita’: “Abbiamo spaccato il PD, era questo che volevamo”. Conseguenza per noi: Via da li’.

Oggi ci stiamo preparando alle elezioni comunali, che affronteremo con un testa a testa con il Sindaco, che verra’ sicuramente ricandidato dal PdL, e, io penso, anche dalla Lega. Allucinazioni come una lista civica capitatata dal Sindaco, o illusioni, come la contrarieta’ della Laga all’attuale Sindaco sono ormai sepolte.

A noi tocca avere un candidato Sindaco giovane, nuovo, alla testa di una lista elettorale giovane, nuova e dotato di un programma serio, alto. Se per fare questo serve il Congresso del PD segratese, allora facciamolo subito. Se possiamo farcela con l’attuale gruppo dirigente, mettiamoci al lavoro subito, facciamo capire ai cittadini ed agli elettori che abbiamo chiuso una fase, ne abbiamo valutato gli elementi positivi e quelli negativi, e ora guardiamo al futuro.

Per cio’ che mi riguarda, torno a fare il semplice militante. Cambiando politica, usualmente si cambia la squadra.

8 settembre 2009

Lancio della campagna Congressuale della mozione Bersani

Un commento di Santina Bosco
Domenica 6 settembre, ore 17, una valanga di gente che riempie tutto il PalaLido di Milano.
L’occasione è quella della apertura della campagna congressuale alla segreteria del PD da parte di Pierluigi Bersani, in contemporanea alla festa democratica del vicino PalaSharp: una decisione che ha scatenato arrabbiature ed accuse di sottrazione di pubblico.

Comunque siamo qui, rumoreggianti per il (solito) inizio in ritardo, quando finalmente si presentano tutti insieme Bersani con Enrico Letta, Rosy Bindi e Massimo Dalema. Penati c’è, ma nelle retrovie. Vedo anche Matteo Colaninno e Livia Turco, e poi Vimercati e Porcari, Matteo Mauri ed altri leader locali. Servizio d’ordine vestito alla Blues Brothers.

Tutti gli oratori dicono che è iniziata la fase finale di Berlusconi e citano varie metafore: c’è chi si fa trascinare dai ricordi scolastici del declino dell’Impero Romano d’Occidente e chi parla cinematograficamente di viale del Tramonto, Bersani poeticamente dice “imbrunire”.....il concetto è chiaro.
Il primo speech è di Letta, che raccoglie consensi dalla folla perché dice cose inaspettate (per lui, che non è ben noto a questo pubblico), quali salutare in assenza Franceschini e Marino ricordando che il nemico è altrove e si chiama Berlusconi.; però strappa l’applauso quando dice che se il primo obiettivo bersaniano è quello di vincere le Primarie, quello finale è battere Berlusconi. E qui svela che Di Pietro è in sala;: è vero, lo vediamo, ma non dice nulla.
Tra un leader e l’altro parlano rappresentanti della piccola/media impresa, una direttrice scolastica, una donna impegnata della società civile e un sindacalista, vengono calorosamente applauditi, ma l’attesa di tutti è per i politici.
Rosy Bindi fa un bellissimo intervento, accolto da una salva di affettuosi applausi ed interrotto da altrettanti boati di consenso; ad esempio quando parlando della Lega e dei cattolici racconta che un prete suo amico l’ha ammonita a smettere di parlare sempre e solo delle proprie radici, dicendole che “un albero si riconosce dai suoi frutti e non dalle sue radici” e bisogna stare attenti se i frutti sono velenosi. Auspica che il declino di Berlusconi sia più rapido di quello dell’Impero Romano d’Occidente, mi sembra che prenda in giro questa ventata di speranza di vincere grazie alla morte provvidenziale dell’avversario.
Dalema è Dalema, non si scappa; caustico, divertente, disegna un mondo di intrighi attorno a Berlusconi, con giornalisti/sicari e cortigiane. Non dice nulla su quello che secondo lui ci vorrebbe per il partito e per il paese, ma distilla il suo intervento con grande maestria. (Quando alla fine tutti i big tornano sul palco, lui non c’è). Un grande, come Mazarino.
Ed infine arriva Bersani, con un discorso molto acuto e realistico, pratico ed accattivamente, che punta all’obiettivo di essere e costruire una alternativa di governo. Un discorso da segretario eletto, Bersani è manifestamente sicuro di avere lui la ricetta giusta per liberare noi ed il paese dalla destra che oggi spadroneggia. Le parole più belle sono quelle sulla economia vera, su come dovrebbe essere, liberata dalla cattiva finanza tremontiana: è molto divertente quando parla degli errori di “Giulio”, ma si sente il riso amaro di chi pensa che quell’uomo sta giocando con il nostro futuro.
Non parla tanto della forma partito, non chiarisce bene come deve essere fatto il partito bocciofila, ma si capisce che le alleanze ricercate sono simili a quelle del mai abbastanza compianto Ulivo.
Usciamo convinti che sarà un ottimo segretario, come è stato un ottimo ministro.

6 luglio 2009

Il menù de la pora gèent



di Rodolfo Di Nardo

Quando nel 1977 Enrico Berlinguer parlò di austerità come di un'occasione per cambiare l'Italia per instaurare più giustizia, efficienza, ordine, e, aggiungo, una moralità nuova, ebbe una grande visione, ma il termine "austerità" ricordava troppo la rigidità ed il grigiore del mondo comunista d'oltre cortina. Se avesse usato la parola "sobrietà" forse avrebbe convinto più gente, me compreso. Ora si parla sempre di più di sobrietà, di frugalità (attenzione la frugalità è troppo francescana, odora di santi, ma di santi in giro ne vedo pochi). Si parla di nuovi stili di vita sostenibili e quindi di sobrietà in contrapposizione al modello di vita propostoci fino ad ora basato sulla continua crescita, sullo spreco di risorse, sull'ottimismo e sul consumo fine a se stesso. Nessuno parla più dei vecchi sistemi di vita, di quando invece di andare dallo psicologo ci si confessava dal parroco e di quando, anzicchè seguire una dieta ipocalorica, consumavamo a casa pasti frugali. Così, in questo inizio estate dove tanto si è parlato di zoccole, (pardon ora si chiamano escort), propongo di tornare all"albero degli zoccoli" ricordandovi il vecchio menù della povera gente delle nostre valli.


Ul menù de la pora gèent

Ai studiuus che fan riceerch
Su cume se viveva tèemp indrèe
Vuraria dacch, se me permeten,
una quai indicaziun
su quel che l’era cinquant’ann fà
ul menù de la pora gèent.

Lunedì
Strachinn mesdì, brudinn la sera
Martedì
Brudinn mesdì, strachinn la sera.
Merculedì, Giuedì
Strachinn, strachinn,
Brudinn, brudinn
Venerdì
Ah de magher, de magher.
Sabet
Strachinn, stracott
Un pò de pancott
E la dumeniga ?
La dumeniga pulenta!!!
Pulenta e legur, in cà di casciadur.
Pulenta e pess,
In cà di pescaduur.
Pulenta e fam, in cà de tanti!!!.


17 giugno 2009

Ancora uno sforzo, grazie

Carissima, carissimo,
mi rivolgo a te direttamente perché nelle tue mani ora c’è una scelta decisiva.
Domenica 21 e lunedì 22 giugno ci sarà il ballottaggio per la Provincia.
In questa fase difficile per il Paese, nel mezzo di una pesante crisi economica, credo di aver fatto fino in fondo la mia parte con un solo pensiero in testa: il benessere di tutti i cittadini, a partire dai più deboli.
Ho fatto scelte concrete contro la crisi economica mettendo a disposizione delle famiglie in difficoltà 25 milioni di euro. Ho sostenuto i lavoratori nelle imprese in difficoltà, contribuendo così a difendere il tessuto produttivo. Mi sono occupato di chi aveva più bisogno.
Se condividi questi ragionamenti ti chiedo di sostenerli con il tuo voto. Perché so che per governare bene e per superare le difficoltà che abbiamo di fronte ci vuole competenza, esperienza e carattere. Non è una scelta di campo, è la scelta della concretezza e della competenza.
Il prossimo 21 giugno se vorrai potrai votare Penati e convincere i tuoi amici a fare altrettanto. Manda questa mail a tutto il tuo indirizzario mail.
Con il tuo voto possiamo continuare a fare il bene di tutti.
Spero di poter contare su tutto il tuo impegno e il tuo aiuto.

Con cordialità

Filippo Penati

8 giugno 2009

Importante iniziativa del PD per Tregarezzo e San Felice.

I consiglieri comunali del PD segratese continuano la loro battaglia sui fatti concreti per la salvaguardia del territorio comunale. La posizione del PD locale è sempre difficile, ma fa piacere constatare che sempre più cittadini segratesi riescano a capire il nostro progetto e ad apprezzare una politica rivolta alla risoluzione dei problemi reali della città e dei suoi abitanti.
Presentiamo qui di seguito un'altra iniziativa dei nostri consiglieri comunali, atta a risolvere i problemi della riqualificazione della Rivoltana, preservando il più possibile le esigenze dei cittadini di Tregarezzo e di San Felice. Naturalmente, suggerimenti o critiche costruttive sono e saranno sempre ben accette. Viceversa ai professionisti degli opposti interessi diremo sempre di no.
Rodolfo Di Nardo


INFORMATIVA SU RIVOLTANA - TREGAREZZO - SAN FELICE

Il giorno 4 giugno 2009 al mattino si è riunito la coferenza dei Capigruppo con la presenza del Sindaco Alessandrini oltre ad alcuni rappresentanti della Circoscrizione San Felice – Tregarezzo.
Il Sindaco ha espresso il suo punto di vista sulla soluzione del problema di Tregarezzo (riqualificazione Rivoltana e delocalizzazione abitanti di Tregarezzo), soluzione che prevede la sistemazione del tratto di Rivoltana davanti a San Felice in trincea e la costruzione del viadotto sopraelevato davanti a Tregarezzo per la direzione verso Peschiera mentre la Rivoltana procede a raso. Gli abitanti di Tregarezzo (chi vuole) verrebbero spostati in una costruzione da realizzare in Via Raffaello al bordo del costruendo Centro Polifunzionale.
Il PD, attraverso il suo capogruppo Cristofori, ha espresso una soluzione diversa (sostenuta poi dai rappresentanti della Circoscrizione) e già in precedenza espressa nell’assemblea di San Felice del 13 Maggio scorso. La soluzione è la seguente:
Il problema della delocalizzazione degli abitanti di Tregarezzo è difficile anche se non impossibile ma prenderà molto tempo senza che ci sia un impegno formalizzato entro tempi brevi da parte delle amministrazioni che garantisca i cittadini. Il consiglio è quello di continuare a perseguirlo ma senza mescolarlo al problema della riqualificazione della Rivoltana.
Per la soluzione della Rivoltana quella consigliata da Cristofori è la realizzazione di una Galleria dalla rotonda di Limito a poco prima della rotonda di Novegro, soluzione che ha i seguenti vantaggi:
Non occorre modificare il tracciato della Rivoltana attualmente esistente in quanto il traffico diventerebbe marginale una volta costruita la galleria.
I costi della galleria con le moderne tecnologie di escavazione potrebbero essere accettabili in relazione ad un progetto importante come la BreBeMi e in ogni caso devono essere calcolati al netto dei costi dei viadotti vari nella zona di Tragarezzo (tre livelli?)
Si evita la divisione del territorio Nord Sud conseguente alla realizzazione di una Rivoltana a quattro corsie a raso o in trincea.
Si salvaguardano sia gli abitanti di San Felice che quelli di Tregarezzo che non intendessero delocalizzarsi, sia in relazione ai problemi del rumore che dell’inquinamento atmosferico.
Il sindaco pare abbia accettato di sostenere questa proposta caldeggiata da tutti i presenti. Inoltre nel pomeriggio si è riunita la commissione Viabilità che ha ribadito gli stessi concetti in relazione ad una mozione a firma di vari consiglieri e che Cristofori propone di emendare secondo i concetti sopra esposti e che dovrebbe essere votata dal CC all’unanimità per dare al Sindaco il mandato di discutere tutto il problema con l’appoggio del CC. Si propone anche un OdG in cui si chiede di formare una delegazione che incontri l’assessore regionale Cattaneo e i rappresentanti della BreBeMi, delegazione alla quale dovranno partecipare anche i consiglieri di Circoscrizione oltre al presidente della Commissione Viabilità.
Il giorno 15 Giugno la mozione verrà discussa in CC.
Il Capogruppo PD
Fernando Cristofori

27 maggio 2009

Berlusconi Bella Ciao

Sic transit gloria mundi

di Rodolfo Di Nardo

Il Berlusconi abbronzato dal sole estivo della Costa Smeralda con la bandana, (un po’ corsara, molto tombeur de femme) lo ritroviamo il 25 Aprile ad Onna, con il fazzoletto da partigiano, in un cielo livido e terremotato. Il 29 Aprile la situazione è già cambiata. Dal Berlusconi Bella Ciao, si passa al Berlusconi Belle Ciao, cantato dalla sig.ra Lario al grido impietoso di "Veline alle europee? Ciarpame senza pudore". Poi, dopo il Porta a Porta del 5 Maggio, ed il suo rifiuto a rispondere alle 10 semplici domande del quotidiano Repubblica, constatiamo una continua perdita d'identità, non di Berlusconi, bensì dell'elettorato cattolico e moderato che ha votato per lui. A tanti amici e conoscenti di area moderata e cattolica mi sono permesso di fare una sola domanda:

Al prossimo "Family Day" ti sentiresti a tuo agio a manifestare assieme al sig. Berlusconi accompagnato dalla famiglia Letizia?

In attesa di un vostro commento, e delle risposte del sig. Silvio Berlusconi, alleghiamo le 10 domande che "il Giornale" ha posto al nostro Dario Franceschini, assieme naturalmente alle dieci risposte che Franceschini ha prontamente dato.

Le dieci domande del Giornale e
le 10 risposte di Dario Franceschini

Domanda-1)
Lei viene dalla Dc, e ora è il leader di un partito che mette insieme gli ex democristiani con gli ex comunisti. Niente da obiettare. Ma le chiediamo se lei ricorda come, per decenni, il Pci usò contro la sua Dc la tecnica dell’illazione, del sospetto non provato, dell’accusa demonizzante. Provi a sfogliare la raccolta dell’Unità e guardi che cosa scriveva della Dc. Che Andreotti era un mafioso. Che Moro era Antilope Cobbler. Che le stragi erano gestite dal ministero dell’Interno. Anche allora, come oggi, zero prove. Che cosa pensava allora, lei democristiano, di quel modo di fare politica?
Risposta-1)
Mi sembra una ricostruzione un po’ caricaturale del rapporto tra la Dc e il Pci. Polemica politica, conflitto non hanno mai impedito ai due partiti di condividere principi istituzionali. Il paragone mi appare, dunque, infondato, sia dal punto di vista storico che politico. Quanto allo stile di vita ognuno può giudicare quale differenza vi sia tra Berlusconi, Andreotti e Moro.

D-2) Lei è cattolico, onorevole. Ha presente che cosa è scritto nel Vangelo riguardo a «mormorazione, ingiuria e calunnia»? Le segnalo Matteo 5, 21-22. La calunnia è equiparata all’omicidio.
R-2) «Il Giornale» continua a fare confusione, io non ho mai mosso un rilievo di carattere etico sui comportamenti personali del presidente del Consiglio, bensì un rilievo politico ai silenzi e alle omissioni che finora ci sono stati. Quanto al Vangelo non lo tirerei in ballo in polemiche come queste: lì ci sono parole che devono illuminare le coscienze di tutti. Sicuramente il dovere della verità. Sempre.

D-3) Silvio Berlusconi ha riferito alcuni fatti a quanto pare non veri: che Letizia era l’autista di Craxi e che con lui ha discusso di liste elettorali. Giuliano Ferrara le ha definite «le bugie bianche» del premier. D’accordo. Si possono esprimere giudizi negativi su queste risposte. Gli elettori possono trarre le conseguenze che vogliono. Ma secondo lei questa è materia da impeachment?
R-3) L'espressione usata da Giuliano Ferrara è intrigante ma non vera. Le «bugie bianche» di cui lui parla non sono poi così bianche mentre sono certamente bugie. È dall’inizio di questa vicenda che Berlusconi dà versioni di comodo e contraddittorie e poi le cambia per cercare di uscire da vicoli ciechi in cui lui stesso si è cacciato. Risponda una volta per tutte alle domande senza cercare scorciatoie. Per altro nessuno di noi ha mai parlato di impeachment e ho anche spiegato che questa vicenda non può essere oggetto di atti parlamentari.

D-4) Secondo lei è più grave pronunciare queste «bugie bianche» o accusare un uomo, senza prove, di essere un depravato sessuale? Un «malato»?
R-4) Non sono stato io e nessuno del Pd a usare le espressioni che il «Giornale» mi attribuisce. La domanda la rivolga a chi le ha usate...

D5) Lei che, come dicevamo, si è sempre smarcato da Di Pietro per i suoi toni, non si sente a disagio nel trovarsi ora al suo fianco in questa campagna?
D-6) E nessun disagio a trovarsi in sintonia con una Emma Bonino improvvisamente calata nei panni di santa Maria Goretti?
R-5 e R-6) Una risposta per due domande. Noi democratici non facciamo nessuna campagna. Chiediamo solo trasparenza a chi ricopre la più alta carica di governo. Nell’interesse delle istituzioni, degli italiani (anche di quelli che votano per il centrodestra) e della credibilità del nostro Paese nel mondo. Del resto se persone così diverse tra loro come Di Pietro ed Emma Bonino sollevano i nostri stessi dubbi vorrà proprio dire che non si tratta né di giustizialismo né di moralismo.

D-7) Lei ha sempre detto che «bisogna parlare dei problemi reali del Paese». Non si sente fuori posto a inseguire il gossip?
R-7) Il gossip non c’entra e io non lo inseguo. Il problema è molto serio e riguarda il modo di intendere e di vivere il potere. Potrei far notare che la questione è stata sollevata da una fondazione vicina alla destra. E potrei anche aggiungere, come è stato autorevolmente osservato, che si tratta di un tema che ha molto a che fare con quella che chiamiamo emergenza educativa, con i modelli che proponiamo ai giovani. Ma mi lasci dire un'altra cosa: io passo il mio tempo a parlare di problemi reali del Paese. Ho proposto un assegno per chi perde il lavoro anche se è un precario, ho chiesto l’election day per destinare i soldi risparmiati alle forze di polizia, ho chiesto una tassa di solidarietà ai più ricchi (cominciando dai parlamentari) per aiutare i più poveri, ho proposto di sostenere 100mila giovani meridionali alla ricerca di lavoro. Il vostro giornale ha mai dedicato una riga a tutto ciò? E il governo si è limitato a votare no in Parlamento. Ecco un po’ di cose concrete.

D-8) La famiglia di Noemi può non apparire simpatica o gradevole agli occhi suoi e di molti altri. Ma lei ha notizia di reati commessi dal signor Letizia? O di suoi rapporti con la malavita? Basta la pacchianeria di capelli brillantinati e di una catena d’oro esibita sul petto a camicia sbottonata per essere camorristi?
R-8) Non ho mai parlato né della famiglia Letizia, né di camorra, relativamente a questa storia, né di brillantina. Quanto alla pacchianeria ognuno ha i suoi gusti.

D-9) Non si chiede, lei che è padre di due figlie, come può sopravvivere una ragazza di diciotto anni fatta passare dai giornali di mezzo mondo per una sgualdrina? (Anche qui, mi perdoni la ripetitività: senza mezza prova).
R-9) Me lo chiedo e penso sia vittima di una situazione più grande di lei. Io non ho mai detto una parola su questa ragazza appena diciottenne, non ho mai pronunciato in pubblico neppure il suo nome.

D-10) Lei l’11 maggio scorso aveva detto a La Stampa: «Non mi interessa la vicenda personale del premier. Su questo ogni italiano si fa la propria opinione ragionando con la propria testa». Come mai adesso dice invece che è «una questione di Stato»?
R-10) Non ho mai cambiato idea: continuo a non occuparmi dei problemi personali del premier e anzi mi dispiace che coprano il confronto pubblico sui problemi della crisi. Ma è Berlusconi ad aver cancellato il confine tra privato e pubblico, facendo di questa scelta una sua cifra distintiva e uno strumento con il quale costruire consenso. E oggi finisce prigioniero di questa scelta. Quanto alla domanda fuori sacco mi lasci dire che non c’è niente di più serio, me lo lasci dire, della credibilità e della autorevolezza delle istituzioni e delle persone che le guidano.

26 maggio 2009

Aperò con Scalfarotto alla Locomotiva di Segrate

APERITIVO CON I CANDIDATI DEL PARTITO DEMOCRATICO

- Ivan Scalfarotto, candidato alle europee
- Antonella Parisotto candidata alla Provincia di Milano per il PD e

- Carlo Vezzoni candidatoalla Provincia di Milano per la lista Penati

Appuntamento presso il ristorante
La Locomotiva
in via Grandi 28 a Segrate


mercoledì 27 maggio alle ore 19,30


Circolo P.D. Segrate – www.pd-segrate.com

11 maggio 2009

Inaugurazione nuova sede del CSA Baraonda

Ieri, 9 maggio, è stata la Giornata della memoria per le vittime di terrorismo e stragi.
Sul Corriere della Sera era possibile leggere una lettera intensa, firmata da Benedetta e Luca Tobagi, figli del giornalista assassinato nel 1980 da un gruppo di estrema sinistra, che invitavano a "Chiudere una stagione di odio e rancore" ed a "lasciare spazio a una volontà condivisa di costruire un futuro diverso".
Forse non è solo una coincidenza che il CSA Baraonda abbia scelto una giornata così fortemente simbolica per inaugurare, dopo tante fatiche, la nuova sede di via Pacinotti.
Provo un profondo affetto per il Baraonda, un po' perché ne ho seguito la nascita, nel 1995, e la crescita, un po' perché nel suo collettivo oggi ci sono tanti amici, compagni di classe, vecchi compagni di oratorio, degli scout, etc.
E pur non avendo condiviso alcune scelte, come ad esempio il recente comunicato distribuito inopinatamente il 25 aprile, riconosco al Baronda tantissimi meriti, la passione, la volontà, l'impegno, le battaglie culturali, le innumerevoli attività sociali, di socializzazione, riflessione, formazione, svago e lo sforzo di accogliere al suo interno anche ragazzi difficili. L'esistenza stessa del Baraonda ricorda a tutti noi che è possibile sognare una società diversa dall'attuale, che c’è ancora chi, ad occhi aperte e con i piedi per terra, si pone una utopia come meta.

C'è una poesia di Eduardo Galeano che dice:
"Lei è all'orizzonte: mi avvicino di due passi.
Lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta di dieci passi più in là.
Per quanto io cammini non la raggiungerò mai.
A che cosa serve l'utopia?
Serve proprio a questo: a camminare."

Ecco perché Segrate ha bisogno del CSA Baraonda.
Perché serve proprio a questo: a camminare.

Agli amici del collettivo Baraonda faccio i migliori auguri per una buona strada.

Paolo Micheli
Partito Democratico di Segrate